Ho sempre pensato che tu fossi una persona stupida.

Ho sempre pensato che tu fossi una persona stupida“.

Questa è la frase che ha segnato l’epilogo di una pseudo-amicizia durata circa un ventennio e che mi fu rivolta in circostanze poco carine che mi risparmierò di commentare, poichè l’oggetto della discussione è l’affermazione in sé con gli effetti “collaterali” che quest’ultima ha prodotto.

Ricevere offese, molto spesso gratuite, non fa piacere a nessuno e, certe volte, quste ultime possono lasciare segni indelebili nelle persone che ne sono bersaglio. A volte possono essere innescate da reazioni d’impulso, o involontarie per cosí dire. A quanti di noi non è mai capitato di farla fuori dal vaso qualche volta? Tuttavia, in questi casi specifici, se di involontarietà si è trattato, al peccato seguono sempre delle scuse da parte del peccatore, previa dotazione di una certa dose d’umiltà (dote assai rara) da parte di quest’ultimo.

Altra storia invece se l’intento è proprio quello di attaccare l’interlocutore. Dolo o Premeditazione per utilizzare un vocabolario giuridico. E questo è stato proprio il casus belli in discussione. Tralasciando i dettagli, la frase “Ho sempre pensato che tu fossi una persona stupida” nel mio caso ha paradossalmente sortito l’effetto diametralmente opposto ai desiderata di colui che l’ha pronunciato.

Quale effetto?
Beh, da allora, ogni volta che faccio qualcosa o mi accingo anche solo a pensare di farla, inizio sistematicamente a ripensare a quella frase, e il pensiero di quest’ultima mi motiva incredibilmente ad agire nella maniera meno stupida possibile 🙂 Quasi come se il mio alter ego si impuntasse nel non voler dare ragione a quelle parole.
In pratica mi sprona a valutare, nei limiti del possibile s’intende, tutte le reazioni contrarie e potenzialmente controproducenti a qualsiasi mia azione.
Sembra incredibile, ma quella che voleva essere un’offesa, per me è diventata una sorta di auto motivazione ad evitare quegli errori banali che  possono essere determinanti tra il successo e il fallimento.

Forse dovrei essere grato ad una persona che ha espresso tanto disprezzo nei miei confronti per aver contribuito a cambiare cosí radicalmente (in meglio) il mio modo di pensare ed agire?
O forse dovrei solo congratularmi con me stesso per essere riuscito inconsapevolmente ad applicare il principio “Hey yo shin kore do” (il morbido vince il duro) del Ju Jitsu, disciplina che adoro, in un contesto ‘verbale’?

Questo per me rimane un vero e proprio dubbio Amletico al quale, almeno per ora, decisamente non so dare una risposta. Nel frattempo mi limito a dedicare queste righe proprio a colui che mi ha ispirato a scriverle: D.B. 

Ad majora! 😉

Perchè ho deciso di creare un mio Blog?

Premetto che non sono un lettore incallito e che non ho mai avuto il classico “diario segreto”, ovvero quel blocco di fogli di carta vergine che molti teenagers della mia classe usavano per convertire in testi le emozioni provate giorno dopo giorno a scuola, con gli amici o in quei rari e preziosi momenti di solitudine.
Ebbene, non sono un lettore nè tantomeno ho la pretesa di essere uno scrittore o un creatore di testi e storie.. L’unica arte in cui più o meno eccellevo era di altro tipo: illustrazione, vignettistica, pittura eccetera… diciamo che le penne io le usavo più per disegnare che per scrivere 🙂

E allora, ti starai chiedendo, perchè di botto hai deciso di aprire un Blog?
Beh! La risposta a questa domanda parte da una premessa..
Fino a ieri ho sempre utilizzato i Social Network per scrivere e condividere i miei pensieri e le mie riflessioni in pubblico. Strumenti favolosi che ti danno visibilità e che raggiungono immediatamente i tuoi amici in giro per il mondo ma… e sí, c’è un ma!! ad un certo punto, purtroppo, prendi coscienza del cosiddetto rovescio della medaglia e ti fai due conti di conseguenza.

E mò ti chiederai, quale sarebbe questo cosiddetto rovescio della medaglia?

Dunque,
forse non sai che i contenuti che tu, oh ignaro utente che non legge attentamente le condizioni di utilizzo degli strumenti che quotidianamente utilizza, pubblichi nei social network, primo fra tutti il tuo amatissimo Facebook, non appartengono “esclusivamente” a TE quale autore degli stessi (immagini, testi, file audio e video eccetera eccetera) bensí alle Società che operano dietro le quinte e che si attribuiscono il diritto di utilizzare tali materiali a scopi pubblicitari e non solo.

Ma questo tu ovviamente già lo sapevi e ti starai dicendo: “Complimenti! Hai scoperto l’acqua calda!”.
Infatti, non ti sto dicendo assolutamente nulla di nuovo ma serviva comunque a dare un po’ di enfasi alle ragioni per le quali ho deciso di aprire un Blog.
Essendo un tantino paranoico di default, una malattia bruttissima che mi è stata trasmessa da un mio carissimo amico esperto di Sicurezza Informatica il cui mantra era “Paranoia virtus est!” (a latino avevo la media del 4 e mezzo quindi non so se la locuzione sia effettivamente corretta), ho deciso di pubblicare i miei pensieri più morbosi e reconditi in un database che appartenesse esclusivamente al sottoscritto.

Mi basta pensare a quella bruttissima (brutta brutta.. ma proprio brutta) vicenda della moglie di Brunetta che spammava messaggi spazzatura su Twitter con un account falso per poi essere presa con le mani nel vaso del miele.
I dati che pubblichi in rete non li puoi nascondere, tantomeno puoi nascondere la tua identità.
Ergo, a questo punto mi son detto tanto vale salvare il salvabile!
I dati me li tengo per me in un archivio di mia proprietà, e sti cazzi!

Non sia mai che magari un giorno qualcuno ti venga a bussare alla porta di casa con una notifica di apparizione davanti al Giudice per un contenuto che hai pubblicato 5 anni prima e del quale ti eri completamente dimenticato.
Ovviamente questo non succederà, almeno fintanto che non facciamo girare le balle alla persona sbagliata…

Ok, deliri a parte, ragioni per aprire un blog personale ce ne potrebbero essere svariate tante alquante, una più idiota dell’altra, ma forse la vera ragione è che volevo uno spazio tutto mio dove esprimermi in libertà su argomenti di qualsiasi tipo: politica, lavoro, amicizie, passioni, hobbies eccetera eccetera, ma anche esperienze personali delle quali ho fatto tesoro e che potrebbero  tornare utili a chi dovesse leggerle.
In altre parole un “diario non tanto segreto”.

Beh, se sei arrivato fin qui a leggere è buon segno.
Vuol dire che quello che scrivo non è poi cosí noioso..
Intelligente non saprei, ma di certo NON noioso, e questo per me è già un discreto traguardo 😀